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Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62, si dichiara che questo sito non rientra nella categoria dell'informazione periodica in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.

 

 

La mistica come via di ricerca della Verità - Pagine di mistica e spiritualità a cura di Antonello Lotti

 

Il sito terminerà di essere pubblicato entro la fine dell'anno 2017. Nel ringraziare tutti, lascio un augurio di poter ricercare sempre la Verità, con umiltà e passione.

 

Angelus Silesius e "Il pellegrino cherubico"

 

Kees Van Dongen, Campi di papaveri, 1906

Kees Van Dongen, Campi di papaveri, 1906

 

 

«Per l'anima non è mai notte. Mi stupisco tu possa volere tanto il giorno! Per la mia anima il sole non è mai tramontato.»
(Angelus Silesius, Il pellegrino cherubico)

 

 

Indice

 

 

 

Bibliografia

 

Fra i libri che si possono consultare troviamo:

  • ANGELUS SILESIUS, Il pellegrino cherubico, (a cura di Giovanna Fozzer e Marco Vannini), Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo 1999

    Il testo citato contiene uno stupendo saggio introduttivo dei curatori che dà un'interpretazione esaustiva del testo in questione e delle tematiche affrontate.

  • ANGELUS SILESIUS, Il silenzio felice, (a cura di Marco Vannini), Leonardo -Mondadori, Milano 1997

    Il testo è una semplice introduzione all'opera ad Angelus Silesius, riportante alcuni aforismi e una introduzione semplice. Rimane un testo per accostarsi all'Autore, ma l'opera più importante rimane quella precedentemente citata.

  • DANIEL CZEPKO, Sapienza mistica, (a cura di Giovanna Fozzer e Marco Vannini), Morcelliana, Brescia 2005

    Prima traduzione italiana dei distici di Daniel Czepko von Riegersfeld, raccoglie il testo del 1655 del poeta ispiratore di Silesius. Il testo ha una interessante introduzione oltre a note a corredo dei vari aforismi. 

 

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Angelus Silesius

Angelus Silesius

 

Nota Biografica

  • Angelus Silesius nasce a Cracovia nel dicembre del 1624 con il nome di Johannes Scheffler. Il padre, Stenzel Scheffler era divenuto nobile nel 1597 per meriti militari. La sua era una famiglia di luterani ortodossi.

  • Nel 1637 il padre muore. Due anni più tardi, Johannes si reca a Breslavia per frequentare il ginnasio. La madre, Maria Magdalena Hennemann muore un mese dopo il suo ingresso al collegio. Fu al ginnasio che inizia a comporre le sue prime poesie.

  • Nel 1643 lascia Breslavia per recarsi a Strasburgo, dove studia diritto e medicina. Successivamente è a Padova dove nel 1648 si laurea in filosofia e medicina. In questo periodo comincia a leggere autori come Taulero e probabilmente Eckhart. Visita anche molti luoghi cattolici e viene in contatto con molti membri delle varie confessioni presenti allora in Olanda.

  • Nel 1649 ottiene l'incarico di medico di corte del duca Sylvius Nimrod von Württemberg in una cittadina poco distante da Breslavia. Il duca è un luterano molto osservante. Qui entra in contatto con Daniel Czepko von Riegersfeld, un poeta cultore di letteratura religiosa. Si sviluppa in lui il gusto per l'aforisma religioso.

  • Nel 1652 si dimette dall'incarico di medico a causa di un conflitto con il predicatore luterano di corte. Intanto si fa più forte il problema della sua conversione. Il conflitto interiore era particolarmente grande al punto che lo espone proprio in un suo scritto pubblicato nel 1653

  • Il 12 giugno 1653, nella Chiesa di San Mattia a Breslavia, Johannes si converte alla fede cattolica, prendendo il nome di Angelus Silesius, nome con cui pubblicherà, da quel momento, tutte le sue opere.

  • Nel 1654 viene nominato medico di corte dell'imperatore Ferdinando III. Nel 1657 vengono pubblicati gli aforismi scritti in tanti anni. Col proposito di rinunciare ai propri beni, costituisce fondazioni in favore di monasteri e di poveri. Intanto, nel 1661, probabilmente per sua intercessione, viene revocato l'editto con cui venivano vietate le processioni solenni. In quello stesso anno, viene ordinato sacerdote e l'anno successivo ottiene l'autorizzazione per la processione pubblica del Corpus Domini

  • Nel 1671 viene ospitato per qualche tempo in un monastero cistercense. In quell'ambiente, trova la pace che aveva cercato per molti anni, pace anche e soprattutto dalle polemiche e dai duri attacchi che provenivano dai luterani, ex correligionari, con cui si era scontrato spesso.

  • In questi ultimi anni della sua vita vive in assoluta povertà, in solitudine e in contemplazione. Si acuiscono i mali che lo assillavano da tempo, anche grazie alle continue pratiche ascetiche cui si sottoponeva. Il 9 luglio 1677 muore. Viene sepolto nella Chiesa di San Mattia, nel cui convento aveva vissuto questi ultimi anni.

 

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Il libro "Il pellegrino cherubico"

 

Frontespizio dell'edizione tedesca de "Il pellegrino cherubico"

Frontespizio dell'edizione tedesca
del libro "Il pellegrino cherubico"

 

Il testo in questione è di ordine poetico. Si compone di 1675 brevi componimenti poetici, epigrammi, aforismi. Si tratta di sentenze rimate in distici alessandrini. L'opera non è totalmente originale in quanto si ispira ad alcuni autori quali Daniel Czepko von Riegersfeld (1605-1660), che aveva già scritto distici alessandrini (vedi Bibliografia e links di questa pagina), ed anche Theodor von Tschesch (1595-1649) e John Owen (1560-1622). Nella poesia del Pellegrino cherubico dunque si possono rintracciare stili e moduli già conosciuti, ma il senso dell'intera opera rimane specifico: la teologia mistica. Si ispira ad autori e figure importanti su cui emergono Taulero e soprattutto Eckhart.

 

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I temi del libro

 

I temi dell'opera sono fondamentalmente tre: l'amore, il distacco, la generazione del Lógos nell'anima, ossia, in termini eckhartiani, la vita divina nell'unità dello Spirito.

1. Amore

A partire dalla bellezza delle cose terrene, l'anima si muove verso l'amore della bellezza in sé, del bene in sé, dove l'amore cessa di essere legame, passione, per identificarsi con la cosa amata. Il cammino dell'amore è di progressivo distacco: bisogna imparare a non amare per imparare ad amare, scartando le false immagini di Dio. Al termine del cammino, amore, amante e amato sono una cosa sola: in questo senso, l'amore è lo Spirito Santo, l'amore in cui l'uomo ama Dio è lo stesso in cui Dio ama l'uomo, un unico amore, una stessa vita.

2. Distacco

Significa soprattutto la fine della volontà propria, la fine di ogni legame, scorgere la finitezza, il relativo di ogni determinazione, conquistando così il punto della totalità. La fine dell'ego non significa però la perdita di se stessi, ma solo della componente accidentale, non essenziale, per ritrovare ciò che davvero ci costituisce, ossia la sostanziale realtà spirituale. Il cammino del distacco, in forza del quale si scarta sempre ogni finitezza, ogni perché, con un amore che tende sempre all'infinito, è perciò un cammino che conduce alla vera conoscenza di noi stessi.

3. Generazione del Lógos

Già presente nella patristica greca, e conosciuta anche grazie alla terminologia eckhartiana, essa indica la vita divina nell'unità dello spirito. La condizione prima della nascita del Verbo è il distacco, esperienza che deve essere assunta nella sua totalità. Ciò significa fare spazio a Dio nell'anima, rimosso che si ha il determinato (l'accidentale, tutto ciò che non è Dio e ci lega a questo mondo). Dio è generato dall'uomo non in senso oggettivistico, ma nel senso che il suo vero luogo per noi è lo Spirito e che esso è tale solo quando è in noi e diventa Spirito nostro.

 

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Breve Antologia

 

Qui di seguito prenderemo solo alcuni degli aforismi del libro, distinti secondo un criterio (del tutto personale ed opinabile) che li raggruppa in queste quattro grandi aree tematiche:

a) DIO

b) DISTACCO

c) UOMO

d) AMORE

Il criterio di esposizione, all'interno di ciascun tema, sarà nell'ordine del libro citato in Bibliografia, ossia secondo i sei libri ed il numero associato alla frase.

 

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PRIMO TEMA: "DIO"

 

Ancora oltre Dio si deve andare

Dov'è la mia dimora? Dove non siam né io né tu.

Dove il mio fine ultimo, cui devo giungere?

Dove nessun fine si trova. Ove dunque mi volgerò?

Ancora oltre Dio, a un deserto, devo tendere. (I, 7)

 

Man muß noch über Gott

Wo ist mein Aufenthalt? Wo ich und du nicht stehen.

Wo ist mein letztes End, in welches ich soll gehen?

Da, wo man keines findt. Wo soll ich denn nun hin?

Ich muß noch über Gott in eine Wüste ziehn.

Dio non si afferra

Dio è un puro nulla, il qui e l'ora non lo toccano:

Quanto più vuoi afferrarlo, tanto più ti sfugge. (I, 25)

 

Gott ergreift man nicht

Gott ist ein lauter Nichts, ihn rührt kein Nun noch Hier:

Je mehr du nach ihm greifts, je mehr entwird er dir.

Dio è ciò che vuole

Dio è cosa mirabile: è ciò che vuole,

Vuole ciò che è, senza misura e senza perché. (I, 40)

 

Gott ist das, was er will

Gott ist ein Wunderding: er ist das, das er will,

Und will das, was er ist, ohn alle Maß und Ziel.

Come si fonda Dio?

Dio si fonda senza fondo, si misura a dismisura:

Se con lui sei un sol spirito, uomo, lo capisci. (I, 42)

 

Wie gründer sich Gott?

Gott gründt sich ohne Grund und mißt sich ohne Maß:

Bist du ein Geist mit ihm, Mensch, so verstehst du das.

La serena indifferenza di Dio

Chi in dolore gioia e pena immutabile rimane

Ben poco dista ormai dalla serena indifferenza di Dio. (I, 51)

 

Die Gleichheit Gottes

Wer unbeweglich bleibt in Freud, in Leid, in Pein,

Der kann nunmehr nicht weit von Gottes Gleichheit sein.

 

Nella debolezza si trova Dio

Chi sui piedi è malcerto e con gli occhi non vede

Si guardi intorno se vede in qualche luogo Dio. (I, 57)

 

In Schwachheit wird Gott gefunden

Wer an den Füßen lahm und am Gesicht ist blind,

Der tue sich dann um, ob er Gott irgends findt.

 

La povertà è divina

Dio è la cosa più povera, se ne sta nudo e libero:

Perciò dico a ragione che povertà è divina. (I, 65)

 

Armut ist göttlich

Gott ist das ärmste Ding, er steht ganz bloß und frei:

Drum sag ich recht und wohl, daß Armut göttlich sei.

 

Come si vede Dio?

Dio abita in una luce cui strada non conduce:

Chi luce non diventa, non lo vede in eterno. (I, 72)

 

Wie sieht man Gott?

Gott wohnt in einem Licht, zu dem die Bahn gebricht:

Wer es nicht selber wird, der sieht ihn ewig nicht.

 

Nella mitezza abita Dio

Rendi mite il tuo cuore: poiché nella bufera,

In terremoti e fuoco non puoi trovare Dio. (III, 142)

 

In Sanftmut wohnt Gott

Besänftige dein Herz: Gott ist in starken Winden,

In Erdbewegungen und Feuer nicht zu finden.

 

Dio è tutto in tutto

In Cristo Dio è Dio, negli angeli figura angelica,

Nell'uomo uomo, e tutto in tutto quel che vuoi. (V, 214)

 

Gott ist in allem alles

In Christo ist Gott Gott, in Engeln englisch Bild,

In Menschen Mensch und alls in allen, was du wilt.

Dio giunge prima che tu lo desideri

Se desideri Dio e d'essere suo figlio,

Egli è già dentro te e te lo concede. (V, 284)

 

Gott kommt, eh du ihn begehrest

Wenn dich nach Gott verlangt un wünschst sei Kind zu sein,

Ist er schon vor in dir un gibt sir solches ein.

 

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SECONDO TEMA: "DISTACCO"

 

Il distacco

Più t'abbandoni in Dio, più egli nasce in te;

Né meno né più t'aiuta nelle tue pene. (I, 22)

 

Die Gelassenheit

So viel du Gott geläßt, so viel mag er dir werden;

Nicht minder und nicht mehr hilft er dir aus Beschwerden.

 

Nulla devi essere, nulla volere

Uomo, se ancora qualcosa sei, sai, ami e possiedi,

Credimi, dal tuo carico libero non sei ancora.

(I, 24)

 

Du mußt nichts sein, nichts wollen

Mensch, wo du noch was bist, was weißt, was liebst und hast,

So bist du, glaube mir, nicht ledig deiner Last.

 

Il qualcosa si deve abbandonare

Finché ami qualcosa, uomo, non ami nulla:

Dio non è questo e quello, perciò lascia il qualcosa. (I, 44)

 

Das Etwas muß man lassen

Mensch, so du etwas liebst, so liebst du nichts fürwaht:

Gott ist nicht dies und das, drum laß das Etwas gar.

 

Il non potere che può

Chi nulla brama, né ha, né sa, nulla ama e vuole,

Ancor sempre molto ha, molto sa, molto brama e vuole. (I, 45)

 

Das vermögende Unvermögen

Wer nichts begehrt, nichts hat, nichts weiß, nichts liebt, nichts will,

Der hat, der weiß, begehrt und liebt noch immer viel.

 

Devi spogliarti delle immagini

Spogliati delle immagini, così sei pari a Dio

Ed in perfetta quiete sei per te il tuo cielo. (II, 54)

 

Entbildet mußt du sein

Entbilde dich, mein Kind! So wirst du Gotte gleich

Und bist in stiller Ruh dir selbst dein Himmelreich.

 

Il distacco

Forza, potere, capacità, sapienza, ricchezza, splendore non voglio:

Voglio soltanto essere un Figlio nel Padre mio. (II, 135)

 

Die Gelassenheit

Ich mag nicht Kraft, Gewalt, Kunst, Weisheit, Reichtum, Schein:

Ich will nur als ein Kind in meinem Vater sein.

 

L'esser vuoto veramente

L'esser davvero vuoto è come un nobile vaso

Che dentro ha nettare: ha e non sa che cosa. (II, 209)

 

Die wahre Ledigkeit

Die wahre Ledigkeit ist wie ein endles Faß,

Das Nektar in sich hat: es hat und weiß nicht was.

 

 

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TERZO TEMA: "UOMO"

 

Ciò che è prezioso dura

Puro come l'oro più puro, saldo come una roccia,

Come cristallo limpidissimo dev'essere il tuo cuore. (I, 1)

 

Was fein ist, das besteht

Rein wie das feinste Gold, steif wie ein Flesenstein,

Ganz lauter wie Kristall soll dein Gemüte sein.

 

Da te viene l'inquietudine

Nulla è ciò che ti muove: sei proprio tu la ruota

Che da se stessa gira e non ha pace. (I, 37)

 

Die Unruh kommt von dir

Nichts ist, das dich bewegt: du selber bist das Rad,

Das aus sich selbsten lauft und keine Ruhe hat.

 

La virtù risiede nella quiete

Finché con sforzo e pena, uomo, pratichi la virtù,

Non la possiedi ancora: la cerchi soltanto. (I, 53)

 

Die Tugend sitzt in Ruh

mensch, wo du Tugend wirkst mit Arbeit un mit Müh,

So hast du sie noch nicht: du kriegest noch um sie.

 

La sorgente è in noi

Non devi invocar Dio! La sorgente è in te:

Se non la fermi tu, scorre di continuo. (I, 55)

 

Der Brunnquekk sit in uns

Du darfst zu Gott nicht schrein! Der Brunnquell ist in dir:

Stopfst du den Ausgang nicht, er flösse dür und für.

 

Un abisso chiama l'altro

L'abisso della mia anima chiama sempre a gran voce

L'abisso di Dio: dimmi, quale è più profondo? (I, 68)

 

Ein Abgrund ruft dem andern

Der Abgrund meines Geists ruft immer mit Geschrei

Den Abgrund Gottes an: sag, welcher tiefer sei?

 

Ogni cosa al suo posto

Sta l'uccello nell'aria, la pietra sul suolo,

Vive nell'acqua il pesce, il mio spirito nelle mani di Dio (I, 80)

 

Ein jedes in dem seinigen

Der Vogel in der Luft, der Stein suht auf dem Land,

Im Wasser lebt der Fisch, mein Geist in Gottes Hand.

 

Bisogna diventare unità

Se vuoi che l'amore ti sottragga al dolore

Unisci prima a Dio la tua umanità. (I, 245)

 

Es muß vereinigt werden

Im Fall die Liebe dich versetzen soll aus Pein,

Muß deine menschheit vor mit Gottes eines sein.

 

Solo e non solo

Fuggo certo la folla, ma non sono mai solo:

Come potrei stare senza il mio Salvatore? (III, 226)

 

Allein und nicht allein

Ich fliehe zwar das Volk, bin aber nie allein:

Denn weh, wie sollte mir ohn meinen Heiland sein!

 

 

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QUARTO TEMA: "AMORE"

 

L'amore fa forza a Dio

Ove Dio oltre Dio portarmi non volesse

A ciò lo forzerei col puro amore. (I, 16)

 

Die Liebe zwingt Gott

Wo Gott mich über Gott nicht sollte wollen bringen,

So will ich ihn dazu mit bloßer Liebe zwingen.

 

Si ama anche senza conoscere

Amo una cosa sola e cosa sia non so;

E per questo l'ho scelta, perché non la so. (I, 43)

 

Man liebt auch ohn erkennen

Ich lieb ein einzig Ding und weiß nicht, was es ist;

Und weil ich es nicht weiß, drum hab ich es erkiest.

 

L'amore

L'amore è il nostro Dio! Tutto vive d'amore:

Come sarebbe beato chi sempre vi restasse! (I, 70)

 

Die Liebe

Die Liebe ist unser Gott! Es lebet alls durch Liebe:

Wie selig wär ein Mensch, der stets in ihr verbliebe!

 

Bisogna essere l'essere

Praticare l'amore è grande fatica: non solo si deve

Amare, ma essere, come Dio, l'amore stesso. (I, 71)

 

Man muß das Wesen sein

Lieb üben hat viel Müh: wir sollen nicht allein

Nur lieben, sondern selbst, wie Gott, die Liebe sein.

 

Un cuore racchiude Dio

Immensurabile è, ben sappiamo, l'Altissimo;

eppure un cuore umano tutto lo può racchiudere. (III, 135)

 

Ein Herz umschließet Gott

Gar unausmeßlich ist der Höchste, wie wir wissen;

Und dennoch kann ihn ganz ein menschlich Herz umschließn!

 

L'amore è eterno

La speranza finisce, la fede si fa visione,

Le lingue più non si parlano, e quanto costruiamo

Trapassa con il tempo: solo l'amore resta.

Cerchiamo dunque d'averne cura fin da ora. (III, 160)

 

Die Lieb ist ewig

Die Hoffnung höret auf, der Glaube kommt zum Schausen,

Die Sprachen redt man nicht, und alles, was wir bauen,

Vergehet mit der Zeit: die Liebe bleibt allein.

So laßt uns doch schon jetzt auf sie beflissen sein!

 

L'amore è l'anima della fede

La fede sola è morta: né può vivere prima

Che le sia ridonata la sua anima, l'amore. (III, 164)

 

Die Lieb ists Glaubens Seele

Der Glaub allein ist tot: er kann nicht eher leben,

Bis daß ihm seine Seel, die Liebe, wird gegeben.

 

Morte e tormento dell'amore

Dio è il mio unico amore: non essergli unito

È morte della mia anima, solo tormento del cuore. (VI, 127)

 

Der Liebe Tod un Pein

Gott ist mein einge Lieb: ihm nicht gemeine sein,

Ist meiner Seelen Tod, meins Herzens einge Pein.

 

 

 

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Mistica.Info è a cura di Antonello Lotti - Sito web: www.mistica.info - E-mail: misticainfo@libero.it