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La
mistica come via di ricerca della Verità
- Pagine di mistica e spiritualità a cura di Antonello Lotti |
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CONTRIBUTI |
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la verità in agostino
Universalità
della verità 12.
33. Perciò non puoi assolutamente affermare che non esiste la
verità immutabile che comprende tutti gli oggetti che sono veri
immutabilmente e non puoi dire che è tuo o mio o di un altro individuo,
ma che è universalmente accessibile e si mostra, come luce mirabilmente
esposta e nascosta ad un tempo, a tutti coloro che conoscono gli
immutabili veri intelligibili. Ma si può forse dire che l’oggetto
accessibile universalmente a tutti coloro che ne hanno puro pensiero
appartiene alla particolare condizione di uno di loro? Ricordi, penso, ciò
che dianzi è stato detto dei sensi esterni. Gli oggetti che si
percepiscono col senso della vista e dell’udito, come colori e suoni,
che contemporaneamente io e tu vediamo o udiamo, non appartengono alla
nostra particolare esperienza visiva o uditiva ma sono comuni come oggetti
sensibili. Allo stesso modo dunque non puoi certo affermare che gli
oggetti che io e tu pensiamo con la nostra particolare intelligenza
appartengono alla condizione dell’intelligenza di uno di noi. Non potrai
affermare appunto che l’oggetto percepito dalla vista di due soggetti è
la vista stessa dell’uno o dell’altro, ma un terzo termine, al quale
si porta lo sguardo d’entrambi. E.
- È apoditticamente vero. Verità
è superiore a mente 12.
Varie
opinioni sulla felicità 13.
35. Avevo promesso, se ricordi, di dimostrarti che v’è un essere
più alto dell’atto puro del nostro pensiero. Ed eccoti, è la stessa
verità. Abbracciala, se ne sei capace, e godine e prendi diletto nel
Signore e ti accorderà le richieste del tuo cuore (Sal 36, 4). Che
desideri di altro se non esser felice? E quale essere è più felice di
chi gode della stabile, non diveniente e altissima verità? Gli uomini si
dichiarano felici quando godono nell’amplesso di un bel corpo
ardentemente desiderato, sia delle mogli che delle amanti. E noi dubitiamo
di esser felici nell’amplesso con la verità? Certi individui dichiarano
di esser felici quando con la gola asciutta dall’arsura giungono ad una
sorgente che scaturisce limpida, ovvero se affamati trovano un pranzo o
cena ben servita e abbondante. E noi diremmo di non esser felici quando
siamo dissetati e nutriti dalla verità? Si è soliti udire le voci di
coloro che si proclamano felici se possono riposarsi fra rose e altri
fiori o anche se fanno uso di unguenti molto profumati. E che cosa di più
odoroso e delizioso dell’alito della verità e potremmo dubitare di
considerarci felici se ne siamo alitati? Molti pongono la propria felicità
nel canto corale e degli strumenti a corda e a fiato e quando loro mancano
si considerano infelici e quando ne dispongono si entusiasmano per la
gioia. E noi, quando si cala nella nostra intelligenza senza alcun rumore
un certo, per così dire, musicale ed eloquente silenzio della verità,
potremmo cercare altra felicità e non godere di una tanto vera e
interiore? Gli uomini, dilettati dalla luce dell’oro e dell’argento,
dalla luce delle gemme e di pietre di altri colori, ovvero dalla chiarezza
e splendore della stessa luce visibile, sia essa in sorgenti luminose
terrene ovvero nelle stelle, nella luna e nel sole, quando non sono
impediti da tale godimento per difetti fisici e privazioni, si ritengono
felici e desiderano vivere sempre per tali beni. E noi temeremmo di
stabilire la felicità nella luce della verità?. Verità
e sommo bene 13.
36. Anzi, poiché nella verità si conosce e raggiunge il sommo
bene e la verità è sapienza, sforziamoci di vedere e raggiungere in essa
il sommo bene e goderne. È felice infatti chi gode del sommo bene. La
verità svela appunto tutti i beni che sono intelligibili e che gli
individui, avendone puro pensiero secondo la propria capacità, si
scelgono, o uno o più, per goderne. Alcuni individui, nella luce del
sole, scelgono l’oggetto da guardare con maggiore soddisfazione e al
vederlo ricevono piacere. E se fra di essi ve ne sono alcuni dotati di
vista più resistente per salute e più acuta, nient’altro osservano con
maggior piacere che il sole stesso, il quale illumina anche gli altri
oggetti, da cui riceve piacere anche una vista più debole. Allo stesso
modo una resistente e acuta intuitività mentale, quando conoscerà con
distinto atto di pensiero molti oggetti intelligibili e non divenienti, si
eleverà alla stessa verità, da cui tutti essi sono resi intuibili e ad
essa unita, è come se tutti li dimentichi e in essa di tutti goda. Tutto
ciò che è appunto sorgente di godimento nei diversi veri intelligibili,
lo è mediante la verità. La
verità ci libera 13.
37. Questo è il nostro riscatto: esser soggetti alla verità, ed
è il nostro stesso Dio che ci riscatta dalla morte, cioè dalla
soggezione al peccato. La stessa Verità, che è anche uomo in dialogo con
gli uomini, ha detto a coloro che lo credono: Se rimarrete nella mia
parola, sarete veramente miei discepoli e conoscerete la verità e la
verità vi libererà (Gv 8, 31-32). L’anima, infatti, non gode di un
bene con libertà, se non ne gode con sicurezza. 14.
37. Ora non si è sicuri di quei beni che si possono perdere
indipendentemente dalla volontà. Ma la verità e la sapienza non si
perdono indipendentemente dalla volontà. Infatti non è possibile
separarsene secondo lo spazio. Quella che si chiama separazione dalla
verità e dalla sapienza è la volontà perversa con cui si amano le cose
inferiori. E non si vuole una cosa senza volerlo. Si ha dunque la verità,
di cui si può godere tutti universalmente in egual misura perché in essa
non esistono limiti, non esistono carenze. Certamente non accoglie i suoi
amatori rivali l’uno dell’altro. È comune a tutti e casta con tutti.
Non si dice all’altro: “ Vattene perché mi appressi anche io,
allontana le mani perché anche io l’abbracci ”. Tutti le sono uniti,
tutti toccano il medesimo oggetto. Il suo cibo certamente non si spezza in
bocconi, non puoi bere di essa senza che anche io lo possa. Partecipandone
non trasformi qualche cosa in un tuo oggetto particolare, ma ciò che di
essa tu prendi, rimane un tutto anche per me. Non devo attendere che ciò
che ti dà il respiro sia restituito da te perché faccia respirare anche
me. Non v’è un qualche cosa di lei che diviene particolare di uno o
alcuni, ma è universale contemporaneamente tutta a tutti. La
verità è per tutti 14.
38. Dunque gli oggetti che si toccano, gustano e odorano sono meno
simili alla verità, ma di più gli oggetti che si odono e vedono. La
parola che si ode da alcuni, si ode da tutti costoro, e tutta da ciascuno
insieme, e della figura che si rappresenta alla vista quanto se ne vede
dall’uno tanto dall’altro insieme. Tuttavia questi oggetti sono simili
ma con una notevole differenza. La voce in generale non suona tutta
nell’istante perché si tende e prolunga nel tempo e una parte suona
prima, l’altra dopo. La figura visibile invece si estende in genere come
volume nello spazio e non è tutta in ogni spazio. E certamente tutti
questi oggetti possono essere sottratti anche a chi non lo vuole e si può
essere impediti dal goderne da determinati limiti. Ad esempio, se il canto
dolce di un tale individuo potesse durare in eterno e gli amatori
venissero a gara per ascoltarlo, si comprimerebbero e si contenderebbero
il posto quanto più numerosi sono per essere ciascuno più vicino al
cantante. Nell’udire comunque non otterrebbero che qualche cosa rimanga
con loro, ma sarebbero impressionati da tutti suoni fuggevoli. Così se
volessi fissare il sole e lo potessi di continuo, esso mi abbandonerebbe
al tramonto, sarebbe velato dalle nubi e perderei contro il mio volere il
piacere di vederlo per molti altri ostacoli. E infine, anche se fosse
permanente la bellezza della luce, quando vedo, e della voce, quando
ascolto, che cosa di degno me ne verrebbe, dal momento che mi è comune
con le bestie? Ma la bellezza della verità e della sapienza, purché si
abbia una continua volontà di goderne, non esclude i nuovi arrivati anche
se assediata da una moltitudine di uditori, non si estende nel tempo, non
si muove nello spazio, non s’interrompe con la notte, non è
intercettata dall’ombra, non soggiace ai sensi. Ed è vicinissima a
tutti coloro che da tutto il mondo a lei si volgono perché la amano, per
tutti è supertemporale. Non è nello spazio e non manca in alcuno spazio;
avverte dall’esterno, insegna nell’interno; cambia in meglio tutti
quelli che la scorgono, da nessuno è cambiata in peggio; nessuno può
giudicarla, nessuno senza di essa giudica bene. E per questo è chiaro che
è innegabilmente superiore alla nostra intelligenza, che soltanto per la
sua mediazione diviene sapiente, perché non di essa puoi giudicare, ma
mediante essa di ogni altro oggetto. Dio
esiste perché è verità 15.
39. Tu avevi ammesso che se avessi dimostrato l’esistenza di un
essere sopra alla nostra intelligenza, avresti riconosciuto che è Dio, se
non ve n’è un altro superiore. Accogliendo questa tua dichiarazione,
avevo affermato che potevo dimostrarlo per apodissi. Se infatti v’è un
essere superiore, questi è Dio, se non v’è, la stessa verità è Dio.
Dunque tanto se v’è, come se non v’è, non potrai negare che Dio
esiste. Questo era il problema propostoci da discutere e sciogliere. E se
ti turba il tema da noi accettato per fede nel divino insegnamento di
Cristo, che v’è un padre della sapienza, ricordati che per fede abbiamo
accettato anche che all’Eterno Padre è eguale
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