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La
mistica come via di ricerca della Verità
- Pagine di mistica e spiritualità a cura di Antonello Lotti |
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CONTRIBUTI |
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BEPPE FRAGOMENI, IL VUOTO INTERIORE
Premessa
Tratteremo
questo tema in modo un po’ inconsueto: daremo cioè spazio e voce a
tradizioni diverse, lasciando ad ognuna il commento dei propri testi.
Proporremo testi e commenti Tantra, Tao Te
Ching e
del Misticismo
Cristiano.
Potrebbe
sembrare imprudente accogliere nella stessa relazione tradizioni tanto lontane
per chiarire uno stesso concetto Ma non vi saranno raffronti né
contrasti, perché noi non commenteremo i testi delle tradizioni
orientali, e queste non commenteranno i nostri.
Di più, il vuoto interiore, come lo spirito, è un valore
fondante, universale, lo stesso per tutti e per ciascuno. Non c’è un
vuoto nostro da difendere e uno altrui da
disprezzare, né una religione estrinseca, superficiale da
accettare o rifiutare: il discorso sul vuoto si colloca al di là della
dialettica degli opposti, oltre il
principio di non contraddizione e del terzo escluso, e si sviluppa secondo
la “logica”
della mistica, che si fonda sulla coincidentia
oppositorum -
la “identità degli opposti” -
e sui “concetti dialettici”.
Che
poi, per la nostra razionalità duale, questo modo di procedere importi
una assurdità, è evidente:
si tratta di un paradosso. Ma non ne consegue che le cose cui si giunge
debbano essere assurde. Scrive
Marco Vannini nel prologo al suo La mistica delle grandi religioni, Mondatori,
Milano 2004: “Religioni
come luogo di separatezza, di distinzione, spesso di opposizione e
conflitto: non v’è dubbio che sia così; ma anche religioni come luogo
di incontro e unione tra gli uomini, proprio in ciò che l’uomo ha di
fondamentale. Il
primo senso è quello legato alla dimensione superficiale, super-stiziosa
appunto, rappresentativa, determinata, sociale e psicologica, delle
religioni; il
secondo è quello che si esprime nella loro dimensione profonda,
universale, spirituale, che oggi si indica spesso col termine
“mistica”. In tale senso notava, ad esempio, Simone Weil (in Lettera
a un religioso, Adelphi,
Milano 1996, p. 49) come i mistici di quasi tutte le religioni si
assomigliano fin quasi all’identità”. à
l a y a Da
Tantra - la comprensione
suprema -
di Bhagvan Rajneesh, Bompiani Milano Alaya
è un
termine buddista. Vuol
dire “la dimora”.
È la
dimora interna, il vuoto interno, il cielo interno.
Poiché
àlaya non è mai nata
non conosce macchia né ostruzione La
tua purezza interna è
assoluta! È impossibile
macchiarla. Perciò non preoccuparti! Il tuo essere interno non è mai
nato (e) non può morire. Dalla sorgente viene ogni cosa. È inutile che
tu ti intrometta.
Non cercare di spingere il fiume, che
già scorre per conto suo verso il mare. Lascia che le cose
succedano. Il
mondo va avanti anche senza di te: i fiumi scorrono verso il mare, le
stelle si muovono nel cielo, il sole sorge al mattino, le
stagioni si succedono,
gli alberi crescono, mettono fiori e foglie, poi
invecchia- no e muoiono. Il tutto va avanti senza di te. Non sei
capace di lasciarti in pace, di restare sciolto e naturale e di lasciarti
trasportare dal tutto? Non
c’è bisogno di migliorarsi, non c’è bisogno di cambiare. Resta
sciolto e naturale, e i miglioramenti verranno da sé. Sarai
trasformato, ma non per opera tua. Se
tu (in quanto “io”) cerchi
di trasformarti, è
come se cercassi
di sollevarti da solo tirandoti su per i lacci delle scarpe. Non
provarci neppure. Entra nella “dimora interna” e limitati ad
aspettare, consapevole che
non è possibile
migliorare nulla. Le cose sono già al meglio delle loro possibilità. Non
devi far altro che goderne. Tutto è pronto per la celebrazione, non manca
nulla: non farti prendere dalla smania di assurde attività. E lavorare
alla propria crescita, alla crescita spirituale dell’io è una delle
attività più assurde.
.....Non conosce né macchia né ostruzione. Puoi
aver fatto milioni di cose. Non preoccuparti: nessuna tua azione può
macchiare il tuo essere interno o renderlo impuro. (*) (*)
Questa è la base del mito della verginità
di Maria: il mito
esprime un atteggiamento di
totale distacco da
parte di Maria. Come è
possibile che un
amplesso macchi la verginità dell’essere interno?
L’essere interno non è neppure coinvolto, è un puro testimone.
La sua verginità non conosce macchia . Qualsiasi
cosa tu faccia, la tua cavità ne resta al di fuori. Nessuna tua azione
lascia una cicatrice: è impossibile. E quando ti rilassi te ne rendi
conto; perciò smetti di preoccuparti di cosa fare e di cosa non fare, e
lascia che le cose seguano il loro corso. Allora galleggi nel cielo come
una nuvola bianca, senza andare da nessuna parte, godendoti semplicemente
il movimento: il viaggiare in se stesso è bello.
...Non
conosce macchia né ostruzione;
Dimorando nella sfera dell’innato
le esperienze si dissolvono nel Dharmata. ... Il
Dharmata è la natura
elementare propria a ogni cosa. Se
resti nella tua dimora interna, ogni cosa pian piano si dissolve nei
propri elementi naturali. (È questo un buon modo per liberarti
dell’ego) Sei
tu, ora, che crei la confusione; se
resti dentro di te, nell’ àlaya,
nel cielo interno, scopri che in quell’assoluta purezza, come nel cielo,
le nubi vanno e vengono senza lasciare traccia. Le
azioni passano, i pensieri passano, succedono molte cose; ma dentro, in
profondità, non succede nulla: le azioni, i pensieri non scendono a
quella profondità. Dharmata
è la natura elementare propria a ogni cosa.; quando tu torni
alla tua dimora, ogni cosa spontaneamente torna alla propria, e non c’è
più alcuna turbolenza. Quando
Allora,
se il corpo ha fame, il corpo va alla ricerca del cibo. Il
corpo ha fame, lo Spirito osserva; il corpo mangia, Lui osserva. Lui si
limita a guardare, non fa nulla: sono le forze elementari che agiscono.
Quando dici: “ho sete”, fai confusione. Non sei tu che hai sete: il
corpo ha sete, e agisce di conseguenza, va verso l’acqua. Restando
all’interno scopri che le cose accadono da sé. Gli
alberi trovano le sorgenti nascoste nel terreno pur non avendo ego né
mente C’è un albero; e
trenta metri più a nord c’è una piccola sorgente nascosta. Come fa
l’albero a sapere dove spingere le proprie radici? Non ha nessun indizio
a disposizione: e del resto non ha né ego né mente. Ma, per azione delle
forze elementari, le sue radici si estendono verso il nord e arrivano
all’acqua. Quando
siedi tranquillo nella tua dimora interna, le forze elementari funzionano
nella loro cristallina purezza. N
o n m e t t e r t
i d i
m e z z o ! Il
corpo ha fame e si muove verso il cibo: è una delle esperienze più
belle, vedere il proprio corpo muoversi da sé, e trovare acqua e cibo, o
amore. Tu continui a sedere nella tua dimora interna, e assisti ad azioni
che non ti appartengono, non sei attore ma spettatore. Quando
arrivi a questa consapevolezza, hai raggiunto l’irraggiungibile
“Hai attraversato la porta, anche se nessuno ha attraversato la
porta, anche se non c’è stata mai una porta da attraversare”.
...Dimorando nella sfera dell’ignoto
le apparenze si dissolvono nel Dharmata,
e volontà autonoma e orgoglio
svaniscono nel nulla. Quando
ti accorgi che le cose accadono da sé, come puoi inorgoglirti, come puoi
servirtene per alimentare il tuo ego? Come
puoi dire “io”, quando ti
sei accorto che la fame segue il suo corso, si soddisfa da sé e diviene
sazietà? quando ti sei accorto che la vita segue il proprio corso e
diventa morte, riposo? Chi
sei tu per affermare “io sono”? L’orgoglio,
l’io, la tua volontà si dissolvono. Non fai più nulla, non vuoi più
nulla; ti limiti a sedere nel profondo del tuo essere;
e l’erba cresce da sé! Le
cose accadono da sé: ti riesce difficile capirlo, perché sei stato
educato ad agire, a lottare. L’ambiente
in cui sei cresciuto ti ha insegnato che altrimenti sei perduto, che non
arrivi a nulla. Ma
le cose succedono da sé, è nella loro natura. Lasciale accadere. Il
Maestro di Lin Chi morì. Era
un Maestro famoso, ma Lin Chi
era più famoso del suo Maestro, perché il Maestro viveva in
silenzio, ed era stato Lin Chi a farlo conoscere alla gente. Si
radunò una
folla di diverse
migliaia di persone, per rendere omaggio
al morto, che, come
il suo discepolo era
un Illuminato. E al
funerale trovarono Lin
Chi che piangeva a dirotto, come un bambino cui è morta la madre. La
gente non credeva ai propri occhi. Era un comportamento ammissibile in un
ignorante; ma in un Illuminato, in uno che insegna che l’essere interno
è immortale? Se
l’essere interno è immortale perché piangi? Alcuni
intimi andarono da Lin Chi e gli dissero: “Smetti di piangere!
Non è bene; cosa penserà la gente di te? Si sta già spargendo la
voce che
non sia
vero che sei un
Illuminato; è in gioco il
tuo prestigio. E un
uomo come te non ha bisogno di piangere”! Ma
Lin Chi disse loro “Cosa
posso farci?
Le lacrime sgorgano da
sé, è il loro Dharmata. Chi
sono io per fermarle? Lasciate pure che la gente pensi che non sono un
Illuminato. Cosa posso farci?
Non c’è più nessuno in me che agisce; succede, semplicemente. I
miei occhi piangono per conto loro. Non vedranno più il Maestro, che era
il cibo di cui vivevano. Lo
so che l’anima
è immortale, che
in verità
nessuno muore! Ma come farlo capire a questi miei occhi? Essi non
ascoltano, non hanno le orecchie! Come
si fa a insegnar loro a non piangere, perché la vita è eterna? E chi
sono io per insegnar loro
qualcosa? Se hanno voglia di
piangere, piangano”. Questo
è restare sciolti e naturali: le cose succedono da sé, non sei tu che le
fai. Senza
accettare né rifiutare nulla, ogni traccia di volontà svanisce; il
concetto di forza di volontà si svuota, e l’orgoglio si dissolve nel
nulla. È
difficile capire un Illuminato; le rappresentazioni mentali non servono. Cosa
pensare di Lin Chi, che dice: “Lo so, ma i miei occhi piangono
ugualmente. Lasciateli piangere; li aiuta a rilassarsi. Non vedranno più
quest’uomo, il suo corpo sta per essere bruciato.
E i
miei occhi erano
abituati a nutrirsi di lui, non conoscevano altra grazia, altra bellezza
che la sua. Per troppo tempo
si sono nutriti della forma di quest’uomo: è naturale che ora si
sentano mancare il terreno sotto ai piedi.
Perciò piangono”.
Un uomo naturale siede al proprio interno e lascia che le cose succedano. Non
fa! Solo
allora appare Mahamudra,
l’orgasmo ultimo con l’esistenza. Allora non si è più separati; il
cielo interno si fonde con il cielo esterno e non ci sono più due cieli,
ma uno solo. Tutti
nasciamo liberi ma moriamo in schiavitù ...! Il
bambino è malleabile, può essere plasmato in qualsiasi modo. La società,
i genitori, gli insegnanti lo plasmano e ne fanno un personaggio con una
certa struttura caratteriale. A poco a poco impara le regole della
convivenza civile, e diventa un conformista, che è una forma di schiavitù;
oppure un ribelle, che è un’altra forma di schiavitù: i reazionari e i
rivoluzionari sono nella stessa barca; viaggiano schiena a schiena, senza
guardarsi in faccia, ma sono sulla stessa barca, dipendono entrambi dalla
stessa cosa. L’uomo
religioso (nel senso di ri-legato alla dimora interiore),
non è reazionario, né rivoluzionario. L’uomo religioso è
semplicemente sciolto e naturale. Non è pro né contro nulla; è solo se
stesso, non obbedisce ad alcuna regola e non si ribella ad alcuna regola;
si limita a non avere regole, è libero nel proprio essere. Non
è il prodotto di una cultura. Tuttavia
non è primitivo, incivile; anzi, è la possibilità più alta della
civiltà e della cultura; ma non è “educato”. Non
ha bisogno di regole perché la sua consapevolezza è cresciuta, e ha
trasceso le regole. Dice la verità, ma non per obbedienza ad una regola. Essendo
sciolto e naturale, è anche sincero: è una cosa che viene da sé. Ha
compassione, ma non perché segua un precetto. Essendo sciolto e naturale,
diffonde la propria compassione su tutto ciò che lo circonda. Lui non ci
può fare nulla, è un effetto della sua accresciuta consapevolezza. Non
è né pro, né contro la società: è al di là della società. È
tornato bambino; è il bambino di un mondo sconosciuto, di una nuova
dimensione; è rinato. Ogni
bambino nasce sciolto e naturale, poi interviene la società a plasmarlo.
È inevitabile che intervenga, non c’è nulla di male. Lasciato a se
stesso il bambino non crescerebbe e non sarebbe mai in grado di diventare
religioso. Resterebbe un animale. È
necessario passare attraverso
la società. Basta
ricordare che è solo un passo da attraversare, e che non si
dovrebbe costruire lì la propria dimora. Bisogna
prima adattarsi alla società, poi trascenderla, prima imparare le regole
e poi disimpararle Le
regole entrano nella tua vita perché esistono anche gli altri, perché
non sei solo. Una
buona società, una società autenticamente religiosa, insegna ai propri
membri la civiltà e la trascendenza della civiltà. Una
società che non insegna la trascendenza è una società puramente
secolare e politica, priva di religione. Fino
a un certo punto bisogna ascoltare gli altri; poi bisogna cominciare ad
ascoltare se stessi. Alla
fine bisogna tornare al proprio stato originario. Prima
di morire bisogna tornare all’innocenza, ridiventare sciolti, naturali;
con la morte si rientra nella dimensione della solitudine, proprio come
nell’utero; la società non c’è più. E
durante la vita bisogna trovare dei momenti, degli spazi simili a oasi nel
deserto, in cui si chiudono
gli occhi e si
va al
di là della società,
s i r i e n t r a
i n s é,
n e l p r o p r i
o u t e r o:
q u e g l i
s p a z i s
o n o l a
m e d i t a z i o n e . Fuori
la società continua ad esistere; ma tu te ne dimentichi e torni ad essere
solo. Non ci sono più regole, né morale, né linguaggio, e non c’è
bisogno di armatura caratteriale:
dentro di te puoi
essere sciolto e naturale: e
s s e r e a
c a s a è
l a m e d i
t a z i o n e. Siamo
tutti diventati eccentrici. Questa
è una parola molto bella: significa fuori dal centro e la si usa per
indicare i pazzi. Ma
tutti siamo eccentrici, fuori dal nostro centro. È la dimensione in cui
ci troviamo; e non può che durare finché continuiamo a dar retta a tutto
fuorché a l
n o s t r o c e n
t r o i n t e r n o . Tutta
la meditazione serve per centrarsi, per arrivare al proprio centro
per non
essere eccentrici! La femmina mistica
Da
Lao -Tzu, Tao Te Ching, commento di Bhagwan Rajneesh, Ed. Mediterranee La
cavità
Il Tao è un recipiente
cavo,
il cui uso è inesauribile,
insondabile. Lo
Spirito della Valle
Lo
Spirito della Valle non muore mai.
Si chiama
La porta della Femmina Mistica
è la radice del Cielo e della Terra. Estasi
Incessantemente
perdura.
E quando attingi alla sua fonte
ti serve senza fatica. “…
La casa è lo spazio interno, non le pareti. Non si vive nelle pareti, ma
nel vuoto che racchiudono, n
e l l a c a v i t à :
quella è
la vera casa. … La sola abitabile. Ci
sono muri ricchi e muri poveri: ma non esiste una cavità ricca e una
cavità povera; tutte le cavità sono uguali.
......Quando guardi un essere umano guardi soltanto il corpo?
Allora vedi soltanto le pareti. Si può andare al mercato e comprare un
vaso di coccio, oppure a comprare un vaso d’oro: la cavità interna è
la stessa. Dentro non c’è che vuoto. Lao-Tzu
dice: guarda l’interno, non l’esterno: dentro non c’è nessuno. Il qualcuno
è tutto all’esterno; dentro
non c’è nessuno, l’interno è cavo.
L’ego è
solo in
superficie: dentro c’è assenza di ego. C’è
precisamente il nulla; perciò sei vasto;
perciò la tua
natura è quella di Brahma; e perciò non trovi Dio da nessuna parte.
Dio è
l a c a v i t à
d e l t u t t o ;
e tu continui a cercarne il corpo. Nessuno
cerca la cavità interna; altrimenti
dove ci sarebbe bisogno di andare? Lo
spazio (il vuoto) ti circonda da ogni lato. Questo
è Dio, lo spazio; lo spazio in cui sei nato, lo spazio in cui vivi, lo
spazio in cui ti dissolverai. Il
pesce nasce nel mare, vive nel mare, muore e si dissolve nel mare, non è
altro che acqua marina. E così sei tu: la cavità
ti circonda da tutte le
parti, e la stessa cavità c’è dentro di te. Tu
sei così
attaccato alle pareti, che non
vedi che non
significano nulla. Uno che fa
qualcosa che tu chiami
buono, lo chiami santo; e uno che fa qualcosa che
tu chiami
cattivo, lo chiami
peccatore. La cavità interna può
forse diventare impura
per via
delle azioni? Si
può macchiare il vuoto? Lo
si può purificare? Il vuoto
è semplicemente vuoto, come può
essere puro o impuro? Il
vuoto resta sempre intatto. Se
faccio qualcosa, lo faccio con le pareti: il vuoto non fa nulla. Se
Dio non
fosse vuoto, non
potrebbe essere inesauribile. Un bel giorno Dio sarebbe esaurito, E se Dio
potesse consumarsi, come si potrebbe chiamarlo Dio?
... Il Tao è un recipiente cavo …È
un gran vuoto, e da quel vuoto
sorge ogni cosa; e in esso ritorna, cade.
Ed è inesauribile perché non ha limiti. Allora
sorge una domanda: come possono esistere le cose? Chiedilo
ai fisici. Essi ci dicono, oggi, che man
mano che ci si addentra nella materia, la materia scompare, finché
non resta più nulla. All’interno
l a m a t e
r i a è
c a v a . A
lungo hanno cercato di afferrare la sostanza della materia.
Oggi dicono che non sanno più cosa sia. Prima l’hanno cercata
nelle molecole; poi sono andati più a fondo, negli atomi; poi hanno
spezzato gli atomi e si sono addentrati negli elettroni. Ora la materia è
completamente scomparsa. Essi sono arrivati, oggi, alla stessa
comprensione di Lao-Tzu: i
l n u l l a .
L a m a t e r i a
è c a v a. Anche
questi muri di pietra sono cavi, perciò gli Indù chiamano il mondo della
materia illusione: ha un’aria molto solida e sostanziale, ma,
internamente ogni cosa è cava. Non
aver paura della cavità, del vuoto. Se ti fai prendere dalla paura, resti
aggrappato alle pareti; e, in ultima analisi, anche queste sono cave.
L’esistenza è un gran vuoto, e in ciò sta la sua bellezza. Perché questa insistenza sulla cavità?
Lao-Tzu
cerca di indicarti qualcosa. Lao-Tzu
cerca di mostrarti che
l a c a v i t à
è l a
t u a v e r i t
à; e, a meno che tu non
divenga cavo, ti toccherà soffrire, perché l’irrealtà è
sofferenza. Questo
è il
significato della
meditazione : d
i v e n t a r e c
a v i, v
u o t i d e n t r o , senza
neppure un pensiero che svolazza, senza contenuto, puro spazio. Allora
ogni sofferenza svanisce, perché la sofferenza esiste nel pensiero
; il
passato svanisce,
perché il
peso del passato è portato dal pensiero;
l’ambizione svanisce, perché
non si può essere
ambiziosi senza pensiero. Quando
Budda raggiunse l’illuminazione coniò una parola che non esisteva prima
di lui: a
n a
t t
a .
A n a t t a significa
a n a t m a ,
n o n - io.
A n a t t a significa
che “tu”
non ci sei.
A n a t t a significa
“che non c’è”, “tu” non ci sei.
A
n a t t a significa
i l n u l l a,
l a c a v i t à . Diventa
cavo, come un bambù cavo. Vivi
come una cavità: fai
quel che devi
fare, ma fallo
come se
fossi cavo
internamente. Allora
il karma (seme di ulteriori azioni) non ti tocca; allora le tue azioni
non ti diventeranno un peso; allora
non ci
resti impigliato, perché
una cavità non può restare impigliata in nulla. Lo
Spirito della Valle
Lo
Spirito della Valle non muore mai.
Si chiama Sono
analogie. L’uomo
è una vetta, la donna è
una valle. L’uomo è
aggressività, la donna
è ricettività, (accoglienza), come Per
Lao-Tzu L’uomo
ha in sé qualcosa di innaturale, mentre la donna è simmetrica,
bilanciata. La donna è più
bella, più rotonda, senza spigoli, mentre l’uomo è angoloso. La
donna è un fenomeno più equilibrato; perciò non cerca di
creare, di inventare,
di fare, di andare. La
donna non è in movimento. L’uomo è sempre in movimento.
È incapace di
accettarsi semplicemente così
com’è: ha bisogno di fare qualcosa per provare la propria esistenza. È
incapace di esistere semplicemente, e di gioire. C’è in lui uno
squilibrio in profondità, che gli impedisce di star semplicemente seduto,
ed essere. La
donna gioisce del fatto di esistere; lei
è bilanciata. Non
ha molti bisogni: cibo,
riparo, un po' di calore intorno, una casa, e basta. Non si preoccupa di
null’altro. Nessuna donna ha dato origine ad una scienza, nessuna donna
ha fondato una religione. Molti
si chiedono:
perché tutte
le religioni
sono state
fondate da uomini?
Perché l’uomo è in stato di tensione, e sente il bisogno di
fare qualcosa. Se si sente frustrato da questo
mondo, si mette a fare qualcosa con quell’altro,
ma qualcosa deve sempre fare. N
o n è
m a i q u ì
e o r a :
è i n c a p a c
e d i
e s s e r e q u i
e o r a. Nell’analogia
di Lao-Tzu, la natura
dell’esistenza è
più femminile, più
bilanciata. L’analogia è bella. Non vuol dire che l’esistenza è
femmina, bada; la sua non è un’argomentazione femminista. E non è
un’asserzione logica, ma un’analogia. Anche
un uomo
può essere femminile: -
Budda è
femminile, Lao-Tzu
è femminile,
Gesù è
femminile. Un
uomo femminile
vive nel presente,
senza fretta, e senza fretta gioisce di ogni momento. Gesù
dice ai discepoli: “Guardate come sono belli i
gigli dei
campi. Neppure Salomone
in tutta la sua gloria
era così bello”. Qual
è il segreto dei
gigli? Sbocciano semplicemente
qui e ora; cosa avverrà fra un istante non è causa di nessuna
preoccupazione. Quando
un uomo
vive un’esistenza
femminile, diventa un
mistico. È
l a
s o l a v i a! Tutti
i mistici, perciò, sono in un certo modo
femminili. Essi sono i
veri uomini religiosi, non fondatori di religioni. Sono due cose diverse. Non
è stato Budda a fondare il Buddhismo, ma i suoi discepoli. Non è stato
Gesù a fondare il Cristianesimo, ma sono stati gli apostoli. Non è stato
Mahavir a fondare il Jainismo (*),
ma è stato il suo allievo Gautam, un dotto e un grande pandit.
Quelli
sono gli uomini. Ma
Gesù è femminile. Per
esprimere questo fatto,
in India, le incarnazioni divine (Avatara), i
“fondatori del
cammino” del
Jainismo , Budda, li abbiamo
sempre raffigurati senza barba e baffi.
È un modo
di indicare
la loro natura
femminile. Non che fossero carenti di ormoni, che fossero il terzo sesso
Erano uomini,
e avevano
la barba.
Ma è
una analogia: abbiamo
omesso la barba per indicare che sono
d i v e n u t i f
e m m i n i l i, che in essi
Sono
vissuti senza
fretta; non tesi
come uomini, ma
rilassati come donne; e
intorno a
loro puoi
cogliere un
calore femminile,
la rotondità di Budda.
La
porta della Femmina Mistica
è la radice del Cielo e della Terra. ..…..la
radice del Cielo e della Terra:
se trovi la chiave che apre la porta della
Femmina Mistica,
hai aperto
la porta
dell’esistenza. Per
quella porta
si passa
rilassati, equilibrati,
contenti: è i l
s e g r e t o d
e l l ‘ e s s e r e f
e m m i n i l e. Quando
dico questo,
potete fraintendermi in
due modi.
Le donne possono
fraintendermi e pensare di non aver più bisogno di nulla; e gli uomini
possono fraintendermi e pensare che Lao-Tzu non faccia per loro.
No, Lao-Tzu è per tutt’e due.
Le donne
non sono
puramente donne: hanno
perso anch’esse la mistica femminile; devono ritrovarla.
Tutti,
uomini e
donne, devono ritornare
alla Madre. Sei
nato dal grembo materno,
devi ritrovare il grembo materno (Questo
passo Ricorda quanto Gesù disse
a Nicodemo). (*)
JAINISMO: (pr. gainismo; scritto anche giainismo)
Religione sorta in India nel sec. VI a. C. ; deriva dal bramanesimo ed è
caratterizzata da un rigido ascetismo e dal precetto della non violenza,
anche verso gli animali e le piante. Deriv.
Del sanscr. Jainì
‘dottrina dei
Jaina ‘ cioè dei seguaci
del Jina che
significa propr. ‘vincitore
‘, appellativo di ciascuno
dei 24 maestri di questa dottrina. Se
sai ritrovare i l
g r e m b o d e l
l ’ e s i st e n z a , lo stesso calore, la
stessa vita, lo stesso amore, la stessa cura, l’esistenza
diventa per
te l
a M a d r e,
c a s a t u a. Ti
conduce a rilassarti. Non
guardare l’esistenza
come lotta,
ma come
gioia; non guardare l’esistenza
come conflitto, ma come celebrazione. E la celebrazione è infinita,
infinita la possibilità di estasi. I
sogni La
notte i sogni sorgono dal nulla, e sembrano realtà;
di giorno i sogni emergono dal nulla, e sembrano realtà. La
sola differenza fra notte e giorno è che il sogno notturno è privato, e
quello diurno
è pubblico. Nel sogno
diurno puoi invitare gli amici: è un sogno pubblico, la tua casa
diurna è pubblica. Come
esiste la possibilità di sognare privatamente, così esiste la possibilità
di sognare pubblicamente. Se
noi tutti, qui presenti, ci addormentassimo, ci sarebbero tanti sogni
diversi quanti individui. Sogni privati. Nessun sogno entrerebbe nel
sogno di un altro,
nessun sogno entrerebbe in
conflitto con un altro sogno; ciascuno si dimenticherebbe di
tutti gli
altri, vivrebbe nel proprio sogno e nella propria realtà onirica. Invece
siete svegli, mi
guardate e
io vi
parlo. Questo
è un
sogno collettivo, state sognando tutti insieme. In
ciò sta la vera
differenza fra sogno diurno e sogno notturno. ..E
c’è un risveglio più grande:
è q u a n d o
c i s i
r i s v e g l i a a
n c h e d a l
s o g n o c o l l
e t t i v o. Q u e l
r i s v e g l i o è
l ‘ i l l u m i n a z i o n e.
Improvvisamente
il mondo
è maya. Proponiamo
in chiusura tre brani tratti dal libro Semi di saggezza di Bhagwan
Shree Rajneesh, Edizioni Sugarco, tasco 57. Brano
29
Vedo
la gente così presa da se stessa che mi fa pietà. In queste persone non
vi è nessuno spiraglio di apertura, nessuno spazio vuoto. Come può
essere liberato chi non ha alcuno spazio dentro di sé? Perché avvenga
una liberazione è essenziale avere spazio dentro di sé, non al di fuori.
Colui che ha spazio dentro di sé, ha spazio anche al di fuori. Quando lo
spazio interiore è collegato allo spazio dell’universo, quella
comunione, quell’incontro, quella trasformazione è liberazione. Infatti
là si realizza Dio. Per
questo non spingo nessuno a colmare il proprio essere con Dio, ma dico:
“Fai il vuoto in te, e comprenderai che Dio ti ha ricolmato”. Nella
stagione delle piogge, quando le nuvole si sciolgono in pioggia, i
terrapieni restano secchi, ma i fossati ne vengono riempiti. Siate come
fossati e non come terrapieni. Non riempite il vostro essere. Conservatevi
vuoti. Il divino si riversa ovunque, in ogni momento. Chi è vuoto per
riceverlo ne viene inondato e ne è ricolmo. Il
valore di una brocca è questo: è vuota. L’oceano la riempie in
proporzione allo spazio vuoto che ha in sé. Anche
il valore dell’uomo è proporzionale al suo vuoto. L’oceano si riversa
in questo spazio e lo riempie.
Brano
25 , stralci
Il
crepuscolo s’è mutato nella notte. Alcune persone son venute da me. Mi
dicono che insegno il nichilismo, l’annullamento. Ma al solo pensiero
del vuoto si spaventano. (…) Racconto
loro una storia. |