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La mistica come via di ricerca della Verità - Pagine di mistica e spiritualità a cura di Antonello Lotti  Scrivi per suggerimenti o informazioni

CONTRIBUTI

 

BEPPE FRAGOMENI, IL VUOTO INTERIORE

 

Nota dell'Autore: La presente relazione non ha altro intento che quello di offrirsi come luogo di dialogo e conoscenza di e tra voci autorevoli della tradizione spirituale cristiana, delle vie sapienziali e della cultura, con l'unico scopo di creare affezione per la lettura ed offrire stimoli e riferimenti per un personale percorso di approfondimento diretto sui testi indicati che l'autore si è limitato a raccogliere ed ordinare.

 

Premessa

Tratteremo questo tema in modo un po’ inconsueto: daremo cioè spazio e voce a tradizioni diverse, lasciando ad ognuna il commento dei propri testi. Proporremo testi e commenti Tantra, Tao Te  Ching  e  del  Misticismo Cristiano.

Potrebbe sembrare imprudente accogliere nella stessa relazione tradizioni tanto lontane per chiarire uno stesso concetto Ma non vi saranno raffronti né contrasti, perché noi non commenteremo i testi delle tradizioni orientali, e queste non commenteranno i nostri.  Di più, il vuoto interiore, come lo spirito, è un valore fondante, universale, lo stesso per tutti e per ciascuno. Non c’è un vuoto nostro da difendere e uno altrui da  disprezzare, né una religione estrinseca, superficiale da accettare o rifiutare: il discorso sul vuoto si colloca al di là della dialettica degli opposti, oltre  il principio di non contraddizione e del terzo escluso, e si sviluppa secondo la  “logica”  della mistica, che si fonda sulla  coincidentia oppositorum  -  la “identità degli opposti” -  e sui “concetti  dialettici”.  

Che poi, per la nostra razionalità duale, questo modo di procedere importi una assurdità, è  evidente: si tratta di un paradosso. Ma non ne consegue che le cose cui si giunge debbano essere assurde. 

Scrive Marco Vannini nel prologo al suo La mistica delle grandi religioni, Mondatori, Milano 2004:

“Religioni come luogo di separatezza, di distinzione, spesso di opposizione e conflitto: non v’è dubbio che sia così; ma anche religioni come luogo di incontro e unione tra gli uomini, proprio in ciò che l’uomo ha di fondamentale.

Il primo senso è quello legato alla dimensione superficiale, super-stiziosa appunto, rappresentativa, determinata, sociale e psicologica, delle religioni;

il secondo è quello che si esprime nella loro dimensione profonda, universale, spirituale, che oggi si indica spesso col termine “mistica”. In tale senso notava, ad esempio, Simone Weil (in Lettera a un  religioso, Adelphi, Milano 1996, p. 49) come i mistici di quasi tutte le religioni si assomigliano fin quasi all’identità”.

 

à l a y a

 

Da  Tantra - la comprensione suprema - di Bhagvan Rajneesh, Bompiani Milano

Alaya  è  un  termine  buddista. Vuol dire  “la dimora”.   È  la  dimora interna, il vuoto interno, il cielo interno.

                                                      Poiché àlaya non è mai nata

                                                      non conosce macchia né ostruzione

La tua purezza interna  è assoluta!  È impossibile macchiarla. Perciò non preoccuparti! Il tuo essere interno non è mai nato (e) non può morire. Dalla sorgente viene ogni cosa. È inutile che tu  ti intrometta.  Non cercare di spingere il fiume, che  già scorre per conto suo verso il mare. Lascia che le cose succedano.

Il mondo va avanti anche senza di te: i fiumi scorrono verso il mare, le stelle si muovono nel cielo, il sole sorge al mattino, le  stagioni  si succedono, gli alberi crescono, mettono fiori e foglie, poi  invecchia- no e muoiono. Il tutto va avanti senza di te. Non sei capace di lasciarti in pace, di restare sciolto e naturale e di lasciarti trasportare dal tutto?

Non c’è bisogno di migliorarsi, non c’è bisogno di cambiare. Resta sciolto e naturale, e i miglioramenti verranno da sé.

Sarai trasformato, ma non per opera tua.

Se tu (in quanto “io”)  cerchi  di trasformarti,  è come  se cercassi  di sollevarti da solo tirandoti su per i lacci delle scarpe. Non provarci neppure. Entra nella “dimora interna” e limitati ad aspettare, consapevole  che  non  è possibile migliorare nulla. Le cose sono già al meglio delle loro possibilità. Non devi far altro che goderne. Tutto è pronto per la celebrazione, non manca nulla: non farti prendere dalla smania di assurde attività. E lavorare alla propria crescita, alla crescita spirituale dell’io è una delle attività più assurde.

                                                      .....Non conosce né macchia né ostruzione.

Puoi aver fatto milioni di cose. Non preoccuparti: nessuna tua azione può macchiare il tuo essere interno o renderlo impuro. (*)

 

(*) Questa è la base del mito della  verginità  di  Maria: il mito esprime un atteggiamento  di  totale  distacco da parte di Maria. Come  è  possibile  che un  amplesso macchi la verginità dell’essere interno?  L’essere interno non è neppure coinvolto, è un puro testimone. La sua verginità non conosce macchia .

Qualsiasi cosa tu faccia, la tua cavità ne resta al di fuori. Nessuna tua azione lascia una cicatrice: è impossibile. E quando ti rilassi te ne rendi conto; perciò smetti di preoccuparti di cosa fare e di cosa non fare, e lascia che le cose seguano il loro corso. Allora galleggi nel cielo come una nuvola bianca, senza andare da nessuna parte, godendoti semplicemente il movimento: il viaggiare in se stesso è bello.

 

                                                      ...Non conosce macchia né ostruzione;

                                                      Dimorando nella sfera dell’innato

                                                      le esperienze si dissolvono nel Dharmata. ...

 

Il Dharmata  è la natura elementare propria a ogni cosa.

Se resti nella tua dimora interna, ogni cosa pian piano si dissolve nei propri elementi naturali. (È questo un buon modo per liberarti dell’ego)

Sei tu, ora, che crei la confusione;  se resti dentro di te, nell’ àlaya, nel cielo interno, scopri che in quell’assoluta purezza, come nel cielo, le nubi vanno e vengono senza lasciare traccia.

Le azioni passano, i pensieri passano, succedono molte cose; ma dentro, in profondità, non succede nulla: le azioni, i pensieri non scendono a quella profondità.  Dharmata  è la natura elementare propria a ogni cosa.; quando tu torni alla tua dimora, ogni cosa spontaneamente torna alla propria, e non c’è più alcuna turbolenza.

Quando la Luce dello Spirito colma di sé una cavità vi resta come nella propria dimora.

Allora, se il corpo ha fame, il corpo va alla ricerca del cibo.

Il corpo ha fame, lo Spirito osserva; il corpo mangia, Lui osserva. Lui si limita a guardare, non fa nulla: sono le forze elementari che agiscono. Quando dici: “ho sete”, fai confusione. Non sei tu che hai sete: il corpo ha sete, e agisce di conseguenza, va verso l’acqua.

Restando all’interno scopri che le cose accadono da sé.

Gli alberi trovano le sorgenti nascoste nel terreno pur non avendo ego né mente  C’è un albero; e trenta metri più a nord c’è una piccola sorgente nascosta. Come fa l’albero a sapere dove spingere le proprie radici? Non ha nessun indizio a disposizione: e del resto non ha né ego né mente. Ma, per azione delle forze elementari, le sue radici si estendono verso il nord e arrivano all’acqua.

Quando siedi tranquillo nella tua dimora interna, le forze elementari funzionano nella loro cristallina purezza.

N o n    m e t t e r t i    d i   m e z z o ! 

Il corpo ha fame e si muove verso il cibo: è una delle esperienze più belle, vedere il proprio corpo muoversi da sé, e trovare acqua e cibo, o amore. Tu continui a sedere nella tua dimora interna, e assisti ad azioni che non ti appartengono, non sei attore ma spettatore.

Quando arrivi a questa consapevolezza, hai raggiunto l’irraggiungibile  “Hai attraversato la porta, anche se nessuno ha attraversato la porta, anche se non c’è stata mai una porta da attraversare”.

 

                                                      ...Dimorando nella sfera dell’ignoto

                                                      le apparenze si dissolvono nel Dharmata,

                                                      e volontà autonoma e orgoglio

                                                      svaniscono nel nulla.

 

Quando ti accorgi che le cose accadono da sé, come puoi inorgoglirti, come puoi servirtene per alimentare il tuo ego?

Come puoi dire  “io”, quando ti sei accorto che la fame segue il suo corso, si soddisfa da sé e diviene sazietà? quando ti sei accorto che la vita segue il proprio corso e diventa morte, riposo?

Chi sei tu per affermare “io sono”?

L’orgoglio, l’io, la tua volontà si dissolvono. Non fai più nulla, non vuoi più nulla; ti limiti a sedere nel profondo del tuo essere;  e l’erba cresce da sé!

Le cose accadono da sé: ti riesce difficile capirlo, perché sei stato educato ad agire, a lottare.

L’ambiente in cui sei cresciuto ti ha insegnato che altrimenti sei perduto, che non arrivi a nulla.

Ma le cose succedono da sé, è nella loro natura. Lasciale accadere.

 

Il Maestro di Lin Chi morì.

Era un Maestro famoso,  ma Lin Chi  era più famoso del suo Maestro, perché il Maestro viveva in silenzio, ed era stato Lin Chi a farlo conoscere alla gente.

Si  radunò  una  folla  di diverse migliaia di persone, per rendere omaggio  al  morto, che, come  il  suo discepolo era  un Illuminato. E  al  funerale  trovarono Lin Chi che piangeva a dirotto, come un bambino cui è morta la madre.

La gente non credeva ai propri occhi. Era un comportamento ammissibile in un ignorante; ma in un Illuminato, in uno che insegna che l’essere interno è immortale?  

Se l’essere interno è immortale perché piangi?

Alcuni intimi andarono da Lin Chi e gli dissero: “Smetti di piangere!  Non è bene; cosa penserà la gente di te? Si sta già spargendo la voce  che  non  sia  vero  che sei un Illuminato; è in gioco  il  tuo  prestigio. E un uomo come te non ha bisogno di piangere”!

Ma  Lin Chi disse loro  “Cosa  posso  farci?  Le  lacrime sgorgano da sé, è il loro Dharmata. Chi sono io per fermarle? Lasciate pure che la gente pensi che non sono un Illuminato.  Cosa posso farci?   Non c’è più nessuno in me che agisce; succede, semplicemente. I miei occhi piangono per conto loro. Non vedranno più il Maestro, che era il cibo di cui vivevano.

Lo so che  l’anima  è  immortale, che  in  verità  nessuno muore! Ma come farlo capire a questi miei occhi? Essi non ascoltano, non hanno le orecchie!

Come si fa a insegnar loro a non piangere, perché la vita è eterna? E chi sono io  per insegnar loro qualcosa?  Se hanno voglia di piangere, piangano”.

Questo è restare sciolti e naturali: le cose succedono da sé, non sei tu che le fai.

Senza accettare né rifiutare nulla, ogni traccia di volontà svanisce; il concetto di forza di volontà si svuota, e l’orgoglio si dissolve nel nulla.

È difficile capire un Illuminato; le rappresentazioni mentali non servono.

Cosa pensare di Lin Chi, che dice: “Lo so, ma i miei occhi piangono ugualmente. Lasciateli piangere; li aiuta a rilassarsi. Non vedranno più quest’uomo, il suo corpo sta per essere bruciato.  E  i  miei occhi  erano abituati a nutrirsi di lui, non conoscevano altra grazia, altra bellezza che la  sua. Per troppo tempo si sono nutriti della forma di quest’uomo: è naturale che ora si sentano mancare il terreno sotto ai piedi.   Perciò

piangono”. Un uomo naturale siede al proprio interno e lascia che le cose succedano.

Non fa!

Solo allora  appare Mahamudra, l’orgasmo ultimo con l’esistenza. Allora non si è più separati; il cielo interno si fonde con il cielo esterno e non ci sono più due cieli, ma uno solo.

Tutti nasciamo liberi ma moriamo in schiavitù ...!

Il bambino è malleabile, può essere plasmato in qualsiasi modo. La società, i genitori, gli insegnanti lo plasmano e ne fanno un personaggio con una certa struttura caratteriale. A poco a poco impara le regole della convivenza civile, e diventa un conformista, che è una forma di schiavitù; oppure un ribelle, che è un’altra forma di schiavitù: i reazionari e i rivoluzionari sono nella stessa barca; viaggiano schiena a schiena, senza guardarsi in faccia, ma sono sulla stessa barca, dipendono entrambi dalla stessa cosa.

L’uomo religioso (nel senso di ri-legato alla dimora interiore), non è reazionario, né rivoluzionario. L’uomo religioso è semplicemente sciolto e naturale. Non è pro né contro nulla; è solo se stesso, non obbedisce ad alcuna regola e non si ribella ad alcuna regola; si limita a non avere regole, è libero nel proprio essere.

Non è il prodotto di una cultura.

Tuttavia non è primitivo, incivile; anzi, è la possibilità più alta della civiltà e della cultura; ma non è “educato”.

Non ha bisogno di regole perché la sua consapevolezza è cresciuta, e ha trasceso le regole. Dice la verità, ma non per obbedienza ad una regola.

Essendo sciolto e naturale, è anche sincero: è una cosa che viene da sé.

Ha compassione, ma non perché segua un precetto. Essendo sciolto e naturale, diffonde la propria compassione su tutto ciò che lo circonda. Lui non ci può fare nulla, è un effetto della sua accresciuta consapevolezza.

Non è né pro, né contro la società: è al di là della società. È tornato bambino; è il bambino di un mondo sconosciuto, di una nuova dimensione; è rinato.

Ogni bambino nasce sciolto e naturale, poi interviene la società a plasmarlo. È inevitabile che intervenga, non c’è nulla di male. Lasciato a se stesso il bambino non crescerebbe e non sarebbe mai in grado di diventare religioso. Resterebbe un animale.

È necessario passare  attraverso  la società.

Basta ricordare che è solo un passo da attraversare, e che non si dovrebbe costruire lì la propria dimora.

Bisogna prima adattarsi alla società, poi trascenderla, prima imparare le regole e poi disimpararle

Le regole entrano nella tua vita perché esistono anche gli altri, perché non sei solo.

Una buona società, una società autenticamente religiosa, insegna ai propri membri la civiltà e la trascendenza della civiltà.

Una società che non insegna la trascendenza è una società puramente secolare e politica, priva di religione.

Fino a un certo punto bisogna ascoltare gli altri; poi bisogna cominciare ad ascoltare se stessi.

Alla fine bisogna tornare al proprio stato originario.

Prima di morire bisogna tornare all’innocenza, ridiventare sciolti, naturali; con la morte si rientra nella dimensione della solitudine, proprio come nell’utero; la società non c’è più.

E durante la vita bisogna trovare dei momenti, degli spazi simili a oasi nel deserto, in  cui si chiudono  gli occhi e  si  va  al  di là della società,    s i   r i e n t r a   i n   s é,  n e l   p r o p r i o  u t e r o:  q u e g l i  s p a z i    s o n o    l a    m e d i t a z i o n e .

Fuori la società continua ad esistere; ma tu te ne dimentichi e torni ad essere solo. Non ci sono più regole, né morale, né linguaggio, e non c’è bisogno di armatura  caratteriale:  dentro  di te puoi essere sciolto e naturale:  e s s e r e   a   c a s a    è   l a    m e d i t a z i o n e.

Siamo tutti diventati eccentrici.

Questa è una parola molto bella: significa fuori dal centro e la si usa per indicare i pazzi.

Ma tutti siamo eccentrici, fuori dal nostro centro. È la dimensione in cui ci troviamo; e non può che durare finché continuiamo a dar retta a tutto fuorché   a l   n o s t r o   c e n t r o   i n t e r n o .

Tutta la meditazione serve per centrarsi, per arrivare al proprio centro  per  non essere eccentrici!

 

La femmina mistica

 

Da Lao -Tzu, Tao Te Ching, commento di Bhagwan Rajneesh, Ed. Mediterranee

La cavità

                                                                              Il Tao è un recipiente cavo,

                                                                              il cui uso è inesauribile,

                                                                              insondabile.

Lo Spirito della Valle

                                                                                Lo Spirito della Valle non muore mai.

                                                                              Si chiama la Femmina Mistica.

                                                                              La porta della Femmina Mistica

                                                                              è la radice del Cielo e della Terra.

Estasi

                                                                              Incessantemente perdura.

                                                                              E quando attingi alla sua fonte

                                                                              ti serve senza fatica.

 

“… La casa è lo spazio interno, non le pareti. Non si vive nelle pareti, ma nel vuoto che racchiudono,   n e l l a   c a v i t à :   quella  è  la vera casa. … La sola abitabile.

Ci sono muri ricchi e muri poveri: ma non esiste una cavità ricca e una cavità povera; tutte le cavità sono uguali.  ......Quando guardi un essere umano guardi soltanto il corpo? Allora vedi soltanto le pareti. Si può andare al mercato e comprare un vaso di coccio, oppure a comprare un vaso d’oro: la cavità interna è la stessa. Dentro non c’è che vuoto.

Lao-Tzu dice: guarda l’interno, non l’esterno: dentro non c’è nessuno. Il qualcuno  è tutto all’esterno;  dentro non c’è nessuno, l’interno è cavo.  L’ego  è  solo  in  superficie: dentro c’è assenza di ego. C’è  precisamente il nulla; perciò sei vasto;  perciò  la tua natura è quella di Brahma; e perciò non trovi Dio da nessuna parte. Dio   è  l a  c a v i t à   d e l   t u t t o ;  e tu continui a cercarne il corpo.

Nessuno cerca la cavità interna;  altrimenti dove ci sarebbe bisogno di andare?

Lo spazio (il vuoto) ti circonda da ogni lato.

Questo è Dio, lo spazio; lo spazio in cui sei nato, lo spazio in cui vivi, lo spazio in cui ti dissolverai.

Il pesce nasce nel mare, vive nel mare, muore e si dissolve nel mare, non è altro che acqua marina. E così sei tu: la cavità  ti  circonda da tutte le parti, e la stessa cavità c’è dentro di te.

Tu  sei  così  attaccato alle pareti, che  non  vedi  che non significano nulla. Uno che  fa  qualcosa  che tu chiami buono, lo chiami santo; e uno che fa qualcosa che  tu  chiami  cattivo, lo  chiami  peccatore. La cavità interna  può forse  diventare impura  per  via  delle azioni? 

Si può macchiare il vuoto?

Lo si può purificare?  Il vuoto  è semplicemente vuoto, come  può  essere puro o impuro?  Il vuoto resta sempre intatto.  Se faccio qualcosa, lo faccio con le pareti: il vuoto non fa nulla.

Se  Dio  non  fosse vuoto,  non potrebbe essere inesauribile. Un bel giorno Dio sarebbe esaurito, E se Dio potesse consumarsi, come si potrebbe chiamarlo Dio?

                                                                         

                                                                          ... Il Tao è un recipiente cavo

 

…È un gran vuoto, e  da quel vuoto sorge ogni cosa; e in esso ritorna, cade.   Ed è inesauribile perché non ha limiti.

Allora sorge una domanda: come possono esistere le cose?

Chiedilo ai fisici. Essi ci dicono, oggi, che man  mano che ci si addentra nella materia, la materia scompare, finché non resta più nulla. All’interno   l a   m a t e r i a   è   c a v a .

A lungo hanno cercato di afferrare la sostanza della materia.  Oggi dicono che non sanno più cosa sia. Prima l’hanno cercata nelle molecole; poi sono andati più a fondo, negli atomi; poi hanno spezzato gli atomi e si sono addentrati negli elettroni. Ora la materia è completamente scomparsa. Essi sono arrivati, oggi, alla stessa comprensione di Lao-Tzu:   i l   n u l l a .   L a   m a t e r i a   è   c a v a.

Anche questi muri di pietra sono cavi, perciò gli Indù chiamano il mondo della materia illusione: ha un’aria molto solida e sostanziale, ma, internamente ogni cosa è cava.

 

Non aver paura della cavità, del vuoto. Se ti fai prendere dalla paura, resti aggrappato alle pareti; e, in ultima analisi, anche queste sono cave. L’esistenza è un gran vuoto, e in ciò sta la sua bellezza.

 

Perché questa insistenza sulla cavità?

 

Lao-Tzu cerca di indicarti qualcosa.

Lao-Tzu  cerca di  mostrarti che l a   c a v i t à   è   l a   t u a   v e r i t à;  e, a meno che tu non divenga cavo, ti toccherà soffrire, perché l’irrealtà è  sofferenza.

Questo  è  il  significato  della   meditazione :   d i v e n t a r e    c a v i,

v u o t i  d e n t r o , senza neppure un pensiero che svolazza, senza contenuto, puro spazio.

Allora ogni sofferenza svanisce, perché la sofferenza esiste nel pensiero ;  il  passato  svanisce,  perché  il peso del passato è portato dal pensiero; l’ambizione svanisce,   perché non  si può essere  ambiziosi senza  pensiero.

Quando Budda raggiunse l’illuminazione coniò una parola che non esisteva prima di lui:   a  n  a  t  t  a .

 

 

                                      A n a t t a   significa   a n a t m a  ,   n o n - io.

                                      A n a t t a   significa   che  “tu”  non ci sei.

                                     A n a t t a   significa    “che non c’è”, “tu” non ci sei.

                                     A n a t t a   significa    i l   n u l l a,  l a  c a v i t à .

 

Diventa cavo, come un bambù cavo.  Vivi come una cavità:  fai  quel che  devi  fare, ma  fallo  come  se  fossi  cavo internamente.

Allora il karma (seme di ulteriori azioni) non ti tocca; allora le tue azioni non ti diventeranno un peso;  allora non  ci  resti  impigliato, perché una cavità non può restare impigliata in nulla.

 

Lo Spirito della Valle

 

                                                                          Lo Spirito della Valle non muore mai.

                                                                          Si chiama la Femmina Mistica.

Sono analogie.

L’uomo  è una vetta, la donna  è una valle. L’uomo  è aggressività, la  donna  è ricettività, (accoglienza), come la  Femmina  Mistica.  

Per Lao-Tzu la Femmina Mistica    è   la   r e a l t à   u l t i m a ;  per Lao-Tzu la natura dell’esistenza è più femminile che maschile.

L’uomo ha in sé qualcosa di innaturale, mentre la donna è simmetrica, bilanciata.  La donna è più bella, più rotonda, senza spigoli, mentre l’uomo è angoloso.

La donna è un fenomeno più equilibrato; perciò non cerca di creare, di

inventare, di fare, di andare.

La donna non è in movimento. L’uomo è sempre in movimento.  È incapace  di accettarsi  semplicemente così com’è: ha bisogno di fare qualcosa per provare la propria esistenza. È incapace di esistere semplicemente, e di gioire. C’è in lui uno squilibrio in profondità, che gli impedisce di star semplicemente seduto, ed essere.

La donna gioisce del fatto di esistere; lei  è  bilanciata. Non  ha  molti bisogni: cibo, riparo, un po' di calore intorno, una casa, e basta. Non si preoccupa di null’altro. Nessuna donna ha dato origine ad una scienza, nessuna donna ha fondato una religione.

Molti  si  chiedono:  perché  tutte  le  religioni  sono  state  fondate  da uomini?  Perché l’uomo è in stato di tensione, e sente il bisogno di fare qualcosa. Se si sente frustrato da questo mondo, si mette a fare qualcosa con quell’altro, ma qualcosa deve sempre fare.  N o n  è  m a i   q u ì   e   o r a :   è   i n c a p a c e   d i   e s s e r e   q u i   e   o r a.

Nell’analogia di Lao-Tzu, la  natura  dell’esistenza  è  più  femminile, più bilanciata. L’analogia è bella. Non vuol dire che l’esistenza è femmina, bada; la sua non è un’argomentazione femminista. E non è  un’asserzione logica, ma un’analogia.

Anche  un  uomo  può  essere femminile:

- Budda  è  femminile,  Lao-Tzu  è  femminile,  Gesù  è  femminile.

Un  uomo  femminile  vive nel  presente,  senza fretta, e senza fretta gioisce di ogni momento.

Gesù dice ai discepoli: “Guardate come sono belli i  gigli  dei  campi. Neppure  Salomone in tutta la sua  gloria  era così bello”.

Qual  è  il segreto dei gigli?  Sbocciano semplicemente qui e ora; cosa avverrà fra un istante non è causa di nessuna preoccupazione.

Quando  un  uomo  vive  un’esistenza  femminile, diventa  un  mistico.

 

È   l a   s o l a   v i a!

 

Tutti i mistici, perciò, sono in un certo  modo  femminili. Essi  sono i veri uomini religiosi, non fondatori di religioni. Sono due cose diverse.

Non è stato Budda a fondare il Buddhismo, ma i suoi discepoli. Non è stato Gesù a fondare il Cristianesimo, ma sono stati gli apostoli. Non è stato Mahavir a fondare il Jainismo  (*),  ma è stato il suo allievo Gautam, un dotto e un grande pandit.

Quelli sono gli uomini.

Ma Gesù è femminile.

Per  esprimere  questo fatto, in India, le incarnazioni divine (Avatara),

i “fondatori  del  cammino”  del  Jainismo , Budda, li  abbiamo  sempre raffigurati senza barba e baffi.  È un  modo  di  indicare  la  loro natura femminile. Non che fossero carenti di ormoni, che fossero il terzo sesso Erano  uomini,  e   avevano  la  barba.    Ma  è  una  analogia: abbiamo omesso la barba per indicare che sono    d i v e n u t i    f e m m i n i l i, che  in essi  la  Femmina  Mistica     è    s b o c c i a t a .

Sono  vissuti  senza  fretta; non  tesi  come  uomini, ma rilassati come donne;    e  intorno   a   loro   puoi   cogliere  un  calore  femminile,  la rotondità di Budda.

 

                                                                             La porta della Femmina Mistica

                                                                             è la radice del Cielo e della Terra.

 

..…..la radice del Cielo e della Terra:  se trovi la chiave che apre la porta della  Femmina  Mistica,  hai  aperto  la  porta  dell’esistenza.  Per quella  porta  si  passa  rilassati,  equilibrati,  contenti: è  i l  s e g r e t o  d e l l ‘ e s s e r e   f e m m i n i l e.

Quando  dico  questo,  potete  fraintendermi  in  due  modi.  Le donne

possono fraintendermi e pensare di non aver più bisogno di nulla; e gli uomini possono fraintendermi e pensare che Lao-Tzu non faccia per loro.  No, Lao-Tzu è per tutt’e due.  Le  donne  non  sono  puramente donne:  hanno perso anch’esse la mistica femminile; devono ritrovarla. 

Tutti,  uomini  e  donne, devono  ritornare  alla  Madre. Sei  nato dal grembo  materno, devi ritrovare il grembo materno  (Questo passo Ricorda quanto Gesù disse a Nicodemo).

 

(*) JAINISMO: (pr. gainismo; scritto anche giainismo) Religione sorta in India nel sec. VI a. C. ; deriva dal bramanesimo ed è caratterizzata da un rigido ascetismo e dal precetto della non violenza, anche verso gli animali e le piante. Deriv.  Del sanscr. Jainì  dottrina dei  Jaina ‘ cioè dei seguaci del Jina che significa propr.  ‘vincitore ‘,  appellativo di ciascuno dei 24 maestri di questa dottrina.

Se sai ritrovare   i l   g r e m b o   d e l l ’ e s i st e n z a , lo stesso calore, la  stessa vita, lo stesso amore, la stessa cura, l’esistenza  diventa  per  te   l  a   M a d r e,   c a s a   t u a.

La Femmina Mistica , lo Spirito della Valle, la cavità incessantemente perdura.  E  quando attingi  alla  sua fonte ti  serve senza fatica: e  ti riporta a casa.

Ti conduce a rilassarti.

Non  guardare  l’esistenza  come  lotta,  ma  come  gioia;  non guardare

l’esistenza come conflitto, ma come celebrazione. E la celebrazione è infinita, infinita la possibilità di estasi.

 

I sogni

 

La notte i sogni sorgono dal nulla, e sembrano realtà;

              di giorno i sogni emergono dal nulla, e sembrano realtà.

 

La sola differenza fra notte e giorno è che il sogno notturno è privato, e  quello  diurno  è pubblico. Nel  sogno  diurno puoi invitare gli amici: è un sogno pubblico, la tua casa diurna è pubblica.

Come esiste la possibilità di sognare privatamente, così esiste la possibilità di sognare pubblicamente.

Se noi tutti, qui presenti, ci addormentassimo, ci sarebbero tanti sogni diversi quanti individui. Sogni privati. Nessun sogno entrerebbe nel  sogno  di un altro, nessun sogno  entrerebbe in conflitto con un altro sogno; ciascuno si dimenticherebbe di  tutti  gli  altri, vivrebbe nel proprio sogno e nella propria realtà onirica.

Invece  siete  svegli, mi  guardate  e  io  vi  parlo.   Questo  è  un  sogno collettivo, state sognando tutti insieme. In  ciò  sta la vera differenza fra sogno diurno e sogno notturno.

..E c’è un risveglio più grande:   è  q u a n d o   c i   s i   r i s v e g l i a   a n c h e   d a l   s o g n o   c o l l e t t i v o.   Q u e l   r i s v e g l i o  è   l ‘ i l l u m i n a z i o n e. 

Improvvisamente  il  mondo  è  maya.

Proponiamo in chiusura tre brani tratti dal libro Semi di saggezza di Bhagwan Shree Rajneesh, Edizioni Sugarco, tasco 57.

 

Brano 29

 

Vedo la gente così presa da se stessa che mi fa pietà. In queste persone non vi è nessuno spiraglio di apertura, nessuno spazio vuoto. Come può essere liberato chi non ha alcuno spazio dentro di sé? Perché avvenga una liberazione è essenziale avere spazio dentro di sé, non al di fuori. Colui che ha spazio dentro di sé, ha spazio anche al di fuori. Quando lo spazio interiore è collegato allo spazio dell’universo, quella comunione, quell’incontro, quella trasformazione è liberazione. Infatti là si realizza Dio.

Per questo non spingo nessuno a colmare il proprio essere con Dio, ma dico: “Fai il vuoto in te, e comprenderai che Dio ti ha ricolmato”.

Nella stagione delle piogge, quando le nuvole si sciolgono in pioggia, i terrapieni restano secchi, ma i fossati ne vengono riempiti. Siate come fossati e non come terrapieni. Non riempite il vostro essere. Conservatevi vuoti. Il divino si riversa ovunque, in ogni momento. Chi è vuoto per riceverlo ne viene inondato e ne è ricolmo.

Il valore di una brocca è questo: è vuota. L’oceano la riempie in proporzione allo spazio vuoto che ha in sé.

Anche il valore dell’uomo è proporzionale al suo vuoto. L’oceano si riversa in questo spazio e lo riempie.

 

Brano 25 , stralci

 

Il crepuscolo s’è mutato nella notte. Alcune persone son venute da me. Mi dicono che insegno il nichilismo, l’annullamento. Ma al solo pensiero del vuoto si spaventano. (…)

Racconto loro una storia.